La sifonatura dell’acquario è la semplice tecnica con cui si riesce a pulire il fondo dell’acquario stesso grazie all’applicazione di semplici regole della fisica.
Molti non credono nell’utilità di questo sistema, addirittura non credono proprio che sia utile pulire il fondo dell’acquario, io preferisco farlo ad ogni cambio d’acqua. Ritengo che, comunque sia, male non faccia.
Secondo me, oltre alla filosofia del “male non fa”, la sifonatura dell’acquario è una pratica che si decide guardando il fondo del proprio acquario, se lo si ritiene “sporco” la si effettua, altrimenti si può lasciar perdere.
Una sifonatura leggera io la effettuo comunque ad ogni cambio acqua, tanto c’ho già le mani nella vasca.
La sifonatura dell’acquario, inoltre, può essere utile anche in casi eccezionali, ad esempio quando serve rimuovere determinati detriti o tipi di alghe che si posano sul fondo o l’eccesso di cibo, del tipo il bimbo che ti rovescia mezzo barattolo di scaglie in vasca…
Il concetto è semplice, occorre procurarsi un sifone, in vendita per pochi Euro nei negozi di acquariofilia, che in sostanza è composto da una campana di plastica trasparente ed un tubo. Ve ne possono essere di diverse forme, questo nella foto è il più classico, a forma cilindrica.
Si inserisce la campana nell’acquario (vedi foto apertura articolo), e con la tecnica del travaso si svuota l’acqua dell’acquario in un recipiente posto ad un livello inferiore, per sfruttare la nota teoria dei vasi comunicanti.
Passando con la campana a filo di fondo, questo viene smosso ed i materiali più leggeri vengono portati assieme all’acqua nel recipiente. Occorre solo far attenzione a non smuovere troppo il fondo, come anche a non andare troppo in profondità nello stesso onde evitare di danneggiare lo strato inferiore, evitando anche movimenti bruschi che possono creare problemi ed avvallamenti nel fondo stesso.
Allo stesso modi ci si avvicina delicatamente alle piante, passando sopra le foglie più grandi e passando con cautela negli steli più sottili, qui è meglio aiutarsi con l’altra mano onde evitare di fare danni.
A questo punto possiamo procedere con il cambio dell’acqua, se abbiamo fatto coincidere la sifonatura con la normale manutenzione dell’acquario, oppure possiamo rimettere l’acqua travasata in acquario, facendo attenzione a filtrarla con una maglia molto fina per non rimettere in vasca anche il materiale asportato in eccesso.
Ci sono in commercio strumenti più sofisticati, anche se il concetto di funzionamento è sempre lo stesso, come dei sifoni elettrici a pompa a girante che hanno sempre la solita campana, ma l’acqua viene immediatamente filtrata e rimessa in acquario.
Ho avuto l’occasione di utilizzarne uno quando il bimbo di cui sopra mi ha riempito la vasca di mangime mentre ero in ferie, ed al mio ritorno ho trovato parecchio materiale in decomposizione. Il sifone elettrico mi è stato utile per rimuovere il grosso, ovviamente quello che si può raggiungere con la campana, ma il sistema filtrante non è dei più efficaci ed i detriti più fini ritornano in circolo, quindi una volta tolto il grosso con il sifone elettrico sono passato al classico travaso per filtrare l’acqua sifonata in modo più fino.
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