
C’è un sacco di gente a cui piacerebbe un acquario in casa o in ufficio, ma che si ferma pensando che un acquario sia fonte di grandi difficoltà, di realizzazione prima e di gestione poi.
Bisogna assolutamente ridimensionare questi timori, perché un acquario. se si parte con i consigli giusti. è gestibile da tutti. Le richieste in termini di tempo e impegno sono assolutamente sostenibili, non più di quanto richiedano altre attività per il tempo libero. I pesci poi non devono esser portati fuori per i bisogni come i cani, non bisogna pulire nessuna lettiera tutti i giorni come per i gatti.
Certo dipende molto dal tipo di pesci e di vasca che con cui si si vuole cimentare, un acquario marino è decisamente più impegnativo di un acquario di acqua dolce, e anche per questi ultimi ci sono pesci molto delicati e impegnativi, ma ce ne sono tantissimi di molto tranquilli da gestire, e non per questo meno belli.
I primi passi per il primo acquario poi sono molto più facili se a consigliarci è un aquariofilo competente ma soprattutto comprensivo, uno che capisca che il primo acquario deve essere facile e divertente, deve far maturare la passione nel neofita, senza spaventarlo con la prospettiva di difficoltà troppo grandi da gestire.
In genere l’acquariofilo in questione è il commerciante, in genere la prima persona a ci ci si rivolge per delle informazioni, quella che ci guida e ci consiglia nei nostri primi acquisti. Se sarà competente e saprà consigliare bene avrà un nuovo buon cliente e un probabilmente avrà creato un nuovo appassionato.
Se invece l’acquariofilo penserà a fare solo il commerciante, magari rifilando le cose invendute tanto il novizio non ci capisce niente, l’effetto sarà pessimo. Nel breve periodo per il neofita, che nella migliore delle ipotesi capirà di aver fatto delle spese inutili o inadatte (nella peggiore avrà rinunciato), nel medio anche per il commerciante, perché il neofita non è un pollo da spennare, ed il passaparola in questi casi funziona molto bene, certi negozianti dovrebbero tenerlo sempre bene in mente.
Ma adesso pensiamo all’acquario vero e proprio, naturalmente un acquario di acqua dolce con pesci tropicali…

Quali sono i passi per un primo acquario facile?
Queste note non sono assolutamente per sostituirci al negoziante/acquariofilo, sicuramente più esperto di noi, però entrare in negozio con un minimo di punti di riferimento può sicuramente facilitare le cose.
- Scelta della vasca
- Scelta e preparazione del filtro dell’acquario
- Allestimento dell’acquario
- Scelta delle piante
- Avviamento dell’acquario
- Scelta dei pesci
1. Scelta della vasca
Prima di guardare le vasche pensiamo dove vogliamo mettere la nostra, studiamo un posto che possibilmente non sia illuminato direttamente dal sole, cosa che può agevolare la proliferazione di alghe, e che sia comodo da raggiungere per la manutenzione.
Una volta individuato il giusto posizionamento, abbiamo un’idea delle dimensioni, scopriremo anche se ci serve anche un mobiletto di sostegno o se sfruttiamo l’arredamento esistente. Attenzione però: in questo secondo caso occhio alla robustezza dell’arredamento, un acquario di medie dimensioni, una volta riempito, supera abbondantemente i 100 e più kg.
Sulle dimensioni della vasca, io non sarei per vasche troppo piccole, sotto gli 80 litri, perché limitano molto la scelta dei pesci e dell’allestimento, e soprattutto non è vero che sono molto meno impegnative di vasche più grandi.
All’opposto, non andrei oltre i 160-200 litri, misura oltre la quale le dimensioni cominciano a farsi sentire sulla manutenzione dell’acquario. Secondo me la misura più adatta dell’acquario per chi inizia è tra gli 80 ed i 160 litri , una dimensione facilmente gestibile e che offre comunque molte soddisfazioni, e in un contesto di arredamento comincia già ad essere un elemento importante.
2. Scelta e preparazione del filtro dell’acquario
Filtro esterno o filtro interno? Tante vasche non permettono di scegliere, nel senso che vengono vendute complete di filtro, ma quando è possibile scegliere io caldeggio nemmeno troppo velatamente per un filtro esterno.
Il motivo è molto semplice: non rubano spazio nell’acquario, per quanto poco ne occupino, e soprattutto non limitano esteticamente l’allestimento, come invece fanno i filtri interni per quanto discreti possano essere.
Alcune vasche sono addirittura predisposte per i filtri esterni, con dei fori di carico e scarico nel vetro di fondo, riducendo così al minimo anche la visibilità degli altrimenti inevitabili tubi di plastica sul retro dell’acqaurio.
Se l’idea del filtro esterno piace, ma al momento dell’acquisto della vasca viene proposta una completa di filtro interno, verificate con il negoziante che la vasca sia compatibile con un filtro esterno (e quasi tutte lo sono), tipo gli Askoll Pratiko, e mercanteggiate la sostituzione del filtro.
Di solito funziona, e la differenza di prezzo non dovrebbe essere eccessiva.
La preparazione del filtro, indipendentemente che sia interno o esterno alla vasca, è normalmente ben illustrata nelle istruzioni dello stesso. Un filtro nuovo di solito comprende tutto il necessario, tra filtri meccanici e filtri biologici, meglio comunque accertarsene.
3. Allestimento dell’acquario
Qui ci si può sbizzarrire, l’allestimento di un acquario dipende dalla sensibilità e creatività del proprietario, ma è fin troppo evidente che senza nessuna esperienza non si possono avere le idee chiare, o per dirla alla acquariofila “non si a nemmeno che pesci pigliare”, e la confusione potrebbe prendere il sopravvento, fino a fare danni.
La cosa migliore, secondo me, è girare con molta pazienza diversi negozi di acquari, meglio se armati di una fotocamera digitale, e guardare gli acquari fatti dagli altri. Anche sul web ci sono parecchi esempi di allestimenti di ogni genere, alcuni molto ben fatti e che potrebbero essere fonte di ispirazione.
Acquari minimalisti stile zen, o giungle tropicali in miniatura, una volta individuato l’acquario ideale per i propri gusti si puo’ cominciare a decidere diversi fattori, a partire dal colore della sabbia per il fondo agli oggetti eventuali da inserire, senza dimenticare quantità e tipi di piante.
Visto che si tratta di un primo acquario, sarebbe consigliabile di non cercare di strafare con allestimenti spettacolari, che alla fine potrebbero complicare la vita.
La semplicità paga, e comunque su un acquario semplice è sempre possibile intervenire agevolmente in futuro, fino a renderlo particolarmente ricco e complicato. Da un acquario troppo incasinato, semplificarlo a volte potrebbe essere un problema.
Meglio se ci si aiuta con uno schizzo su carta, una bozza grazie alla quale potremmo farci consigliare al meglio dal negoziante/acquariofilo su materiali e tecniche da utilizzare.
I negozi di acquari sono solitamente ben forniti di materiali per gli allestimenti, come legni e sassi di ogni forma e colore, oltre a diversi oggetti come anfore e colonnine, ma non sottovalutiamo quello che ci offre l’ambiente circostante… in riva di un fiume non mancano di certo sassi meravigliosi, non è difficile trovarvi nemmeno dei bei pezzi di legno rinsecchiti, l’importante è pulirli e sterilizzarli prima di metterli in acquario.
Diamo via libera alla fantasia….
4. Scelta delle piante
Rientra nell’allestimento, se vogliamo, ma bisogna tener presente che la scelta delle piante è vitale per l’ecosistema acquario che ci si appresta a realizzare. Le piante sono vive tanto quanto i pesci, e partecipano attivamente alla qualità della vita dell’acquario.
Meglio abbondare, specie con le piante a crescita rapida che magari saranno posizionate più verso il fondo, mentre in primo piano sono da preferire piante a crescita più lenta, ma solo per non compromettere la visibilità dell’acquario.
5. Avviamento dell’acquario
Prima di parlare dei pesci, l’acquario va avviato, deve cioè crearsi l’ecosistema ideale.
Per questo una volta allestito e riempito l’acquario, piante comprese, e messo in funzione il filtro, occorre aspettare un mesetto per metterci i pesci.
La procedura per l’avviamento è molto semplice, basta dosare bene l’attivatore batterico secondo le istruzioni del prodotto, in base alla capacità dell’acquario, ed attendere.
È possibile che l’acqua diventi torbida, lattiginosa come una fitta nebbia, è assolutamente normale.
L’acqua da utilizzare meriterebbe un discorso a parte. Alcuni usano senza problemi l’acqua dell’acquedotto cittadino, io preferisco fidarmi dell’acqua di osmosi inversa, molti negozi di acquari sono attrezzati per fornirla.
Anche se non ci sono ancora i pesci, occorre pensare alla salute delle piante quindi alla luce, fondamentale, che deve essere accesa per un numero ragionevole di ore al giorno. Io faccio in modo, tramite un timer, che resti accesa per 8-9 ore al giorno.
Sempre per le piante, meglio farsi consigliare anche una cura fertilizzante.
6. Finalmente, la scelta dei pesci
Dopo il classico mesetto di primo avviamento. l’acquario è pronto ad ospitare i pesci. C’è chi dice anche prima, dopo un paio di settimane, io preferisco non avere fretta e lasciare che la natura faccia il suo corso per bene.
La scelta dei pesci va ponderata per bene, numero e dimensioni variano a seconda delle dimensioni dell’acquario, meglio magari prima iniziare con qualche bel pescetto da branco come neon e cardinali, che in genere non danno alcun problema, per poi passare a pesci più impegnativi.
Si ha il tempo così di valutare la reale salute dell’acqaurio.
Non bisogna dimenticare, sempre per la salute dell’acquario, un po’ di pesci da fondo e pulitori.
Godiamoci il nostro nuovo acquario
Sebbene si cominci ad apprezzare l’acquario fin da subito, anche senza fauna ittica, l’inserimento di qualche pesce è sicuramente un bel momento, quasi come iniziare una nuova famiglia, uno splendido microcosmo nel macrocosmo domestico.
Ora dobbiamo preoccuparci solo dei cambi d’acqua, circa il 20% del totale ogni mese, e di tanto in tanto di un po’ di manutenzione, come la potatura delle piante che eventualmente crescessero troppo, la rimozione delle foglie che inevitabilmente si staccano e vanno a girare per l’acquario. Nulla di particolarmente impegnativo, alla fine diventa un piacere occuparsi dei propri pesci.
Naturalmente bisogna sfamarli i nostri pesci, è vero che esistono delle macchinette per la distribuzione automatica del cibo, ma in pochi rinunciano a questo che diventa un piacere quotidiano, limitando l’uso di macchine automatiche solo in caso di assenze prolungate.
Non è poi così difficile un acquario in casa, vero?
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Pingback: Un cambio dell’acqua ben fatto in un acquario d’acqua dolce | Pesciolini Blog
ciao sarà pure facile gestire un acquario tropicale ma ti assicuro che per il marino non è cosi inquanto io lo ho avuto .senza nulla togliere a quello di acqua dolce io credo che il marino sia molto più affascinante !tu che ne penzi?